Mercato libero energia e gas: cos'è, cosa c'è da sapere, quando conviene


Il mercato libero dell’energia e del gas è il frutto più rilevante delle liberalizzazioni e privatizzazioni effettuate in Italia nello scorso decennio, con l’obiettivo di creare concorrenza per quanto riguarda le due forniture più importanti – insieme all’acqua – di ciascuna famiglia, senza dimenticare uffici, negozi e aziende di varie dimensioni.

A vent’anni dall’inizio di questo percorso, e con una scelta obbligata che incombe tra poco più di un anno, non si può però dire che tutti gli utenti abbiano ben chiara la differenza tra mercato libero e mercato tutelato, e che quindi possano scegliere con cognizione di causa le offerte migliori per le proprie esigenze.

Anzi, in non pochi casi lo stesso concetto di mercato libero è ignorato o conosciuto soltanto per sommi capi, senza sapere se è più conveniente o meno dell’alternativa.

Visto che la scadenza del 2020 è sempre più vicina e che a quanto pare non ci saranno ulteriori proroghe per il passaggio obbligato al mercato libero, è una buona idea fare un po’ d’ordine e chiarire meglio la situazione.

Storia del mercato libero dell’energia e del gas in Italia

1999 e 2000: questi sono i due anni chiave che diedero il via alla liberalizzazione del mercato energetico e del gas in Italia. Con due decreti – il primo il decreto Bersani per l’energia elettrica, l’anno successivo il decreto Letta per il gas – si definì la fine del monopolio di Eni ed Enel, che erano già state trasformate in Spa nel 1992, e permettendo di fatto a chiunque di scegliere il proprio fornitore.

I due decreti recepivano le direttive comunitarie che avevano proprio l’obiettivo di aumentare la concorrenza in questi due settori nevralgici.

In particolare, con il decreto del 1999 il mercato dell’energia venne distinto in due parti, il distributore (lo Stato: e qui non esistono alternative) e il produttore/fornitore, che si occupa di tutte le attività di produzione, acquisto e vendita.

I grossi consumatori di energia – cioè le utenze industriali da almeno 30 Mgw – sono stati i primi a poter beneficiare già nel 2000 del mercato libero, esteso nel 2004 anche ai possessori di partita IVA e infine, dal 2007, alle utenze domestiche.

Analoghi i passaggi nella liberalizzazione del mercato del gas: anche in questo caso infatti è stata concretizzata la separazione formale tra i diversi attori del mercato (trasportatore, grossista, distributore, società di vendita), dividendo quindi in maniera netta i gestori delle infrastruttura di trasporto e i soggetti preposti alla vendita del gas all'utente finale.

Offerte Luce in evidenza
Offerte Gas in evidenza

Quando sarà obbligatorio il mercato libero

Il mercato libero è – ancora, almeno, per qualche mese – una scelta. Chi non hai mai cambiato il suo fornitore di energia elettrica o di gas, infatti, si trova tuttora nel mercato tutelato, con tariffe per i consumatori definite dall’autorità, l’ARERA, ogni tre mesi.

I prezzi del mercato tutelato derivano dall'acquisto collettivo di energia senza ricarichi, cioè senza il guadagno del fornitore privato; si tratta però di valori molto volatili, poiché soggetti alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime.

Per questo uno dei vantaggi delle offerte del mercato libero è proprio il “blocco” del prezzo per un periodo che di norma va dai 12 ai 36 mesi.

Il passaggio obbligato al mercato libero dovrà essere effettuato entro il 1° luglio 2020, ma questa scadenza è il frutto di numerose proroghe che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni, perché a detta dei vari esecutivi non esistono ancora le necessarie garanzie per i consumatori in materia di mercato, competitività e trasparenza.

In altre parole, l’Italia pare non essere ancora pronta, ed è significativo il fatto che, a 10-15 anni dall’introduzione delle due liberalizzazioni, ancora molti cittadini (in realtà la stragrande maggioranza) ignorino la differenza tra mercato tutelato e mercato libero, e non sappiano in quale regime attualmente si trovano.

Sono infatti ancora moltissimi gli italiani che non hanno ancora scelto un nuovo gestore: oltre 22 milioni per il mercato tutelato della luce e più di 18 milioni per quello del gas.

Ci sono stati anche casi in cui chi è passato al mercato libero, finito il periodo promozionale, si è ritrovato a spendere più di prima: per questo, per cogliere le migliori occasioni a lungo termine, è necessario affidarsi a comparatori affidabili, come SosTariffe.it.

Quanto costano le offerte del mercato libero

Conviene passare al mercato libero? Innanzitutto bisogna ricordare che si tratta di una libera scelta ancora per pochi mesi, visto che dal 2020 – salvo ulteriori proroghe, ma questa sembra davvero la volta buona – sarà necessario adattarsi al nuovo sistema.

Va da sé che affrettarsi negli ultimi giorni non è un’idea intelligente, visto che saranno comunque moltissimi a rendersi conto della situazione quando ormai mancheranno pochi giorni, dando origine a ritardi, intoppi e anche al rischio che qualcuno rimanga, almeno per qualche giorno, del tutto privo di un fornitore.

Se guardiamo al mercato della telefonia fissa e mobile, gli effetti della privatizzazione, rispetto al monopolio di Telecom, sono gli occhi di tutti: oggi spendiamo una fetta molto minore del nostro budget rispetto a qualche anno fa per telefonare e collegarsi in Rete, proprio grazie alla concorrenza anche feroce che caratterizza questo settore (basti pensare al taglio di fatto per tutte le tariffe avvenute dopo l’ingresso degli operatori low-cost sul mercato).

La logica del mercato libero per il gas e l’energia elettrica dovrebbe essere la stessa, e quindi portare a una netta diminuzione delle bollette, ma nella pratica si tratta di un ambito molto differente e finora i vantaggi non sono stati così eclatanti; parte del motivo deriva dalla natura “ibrida” della privatizzazione, che deve comunque rifarsi a un distributore statale (per questo spesso si è parlato di liberalizzazione incompleta).

Il prezzo bloccato e gli altri vantaggi

Ciò detto, è indubbio che le tante offerte presenti nel mercato libero dell’energia e del gas propongano vantaggi tutt’altro che trascurabili, e che non si limitano a una bolletta più bassa.

Pensiamo ancora alla telefonia, soprattutto quella fissa: in un momento in cui il prezzo medio mensile per una connessione in banda larga o ultralarga, con ADSL o fibra ottica, è più o meno lo stesso o quasi per tutti gli operatori, e con una copertura più che soddisfacente nei maggiori centri italiani, scegliere un fornitore oppure un altro dipende anche dai vantaggi ulteriori proposti: minuti di conversazione e traffico dati per lo smartphone, sconti per gli abbonamenti alla tv streaming, sinergie con altre società…

Anche per il mercato libero del gas e dell’energia la concorrenza si basa sulla capacità di offrire ai potenziali clienti qualcosa in più. Uno degli elementi più interessanti è appunto quello del prezzo bloccato per uno, due o tre anni, in modo da mettere al sicuro da fluttuazioni che possono essere anche molto ampie, ad esempio in caso di freddo particolarmente intenso (per il gas) o situazioni difficili da un punto di vista politico (si pensi ad esempio alla crisi tra Russia e Ucraina, che ha portato a un rapido aumento del costo del gas, visto che la maggior parte degli oleodotti di terra verso l’Europa passano appunto attraverso l’ex repubblica sovietica).

Conviene sempre, il prezzo bloccato? Un po’ come per la scelta tra mutuo a tasso fisso e a tasso variabile, bisogna vedere se si preferisce la stabilità, anche al costo di pagare un po’ di più, o meno.

Avere lo stesso prezzo per due o tre anni implica infatti non solo che non si pagherà di più in caso di aumenti, ma anche che non si pagherà di meno se i prezzi della materia prima diminuiranno.

I servizi aggiuntivi nel mercato libero

Molto popolare, tra i servizi aggiuntivi offerti dalle varie società del mercato libero per il gas e l’energia, è la proposta di una polizza assicurativa per la casa compresa con il contratto.

Con la stipula, infatti, molti fornitori permettono anche di coprirsi da eventuali problemi idraulici, elettrici, relativi alla caldaia e così via, e rimborsano sia l’intervento di professionisti per risolvere i guasti sia, in gran parte dei casi, le spese sostenute per dimorare altrove, ad esempio in albergo, se la casa è inagibile a seguito di una delle fattispecie previste.

Diffusi anche i buoni sconto per i prodotti di varie aziende, dal lifestyle fino alla gastronomia, o ancora più semplicemente buoni d’acquisto per marketplace come Amazon, da spendere secondo i propri gusti. Non manca chi premia gli utenti che fanno abbonare amici e conoscenti, con buoni e tagli in bolletta validi sia per il vecchio che per il nuovo cliente.

Altri vantaggi economici ancora sono quelli che premiano chi sceglie un’offerta dual fuel, ovvero si rivolge allo stesso operatore sia per la fornitura di energia elettrica che per quella di gas; in questo caso spesso ci sono sconti anche consistenti sulla fornitura.

Da sempre, una delle eventualità più temute è quella di una corposa bolletta di conguaglio, che porta a veri e propri salassi basandosi spesso su dati obsoleti. Per questo motivo alcuni fornitori propongono innovativi meccanismi di “carica”: è l’utente, infatti, a stabilire quanto spenderà per il gas e per la luce, e starà quindi a lui scegliere se essere prudente e sopravvalutare un po’ i consumi oppure contare sulla propria capacità di seguire buone abitudini.

In termini prettamente numerici, oggi si può dire che una famiglia media italiana – composta da tre persone, con una casa di circa 100 metri quadrati, che utilizza principalmente l’energia elettrica per elettrodomestici come frigorifero, lavastoviglie e lavatrice, e il gas per riscaldare l’acqua calda sanitaria, per il riscaldamento di casa e per la cottura dei cibi – può risparmiare qualche centinaio di euro ogni anno rispetto alle offerte del mercato tutelato.

Se, come detto, il mercato dell’energia e del gas si trova tuttora in una fase transitoria, l’obiettivo rimane lo stesso che ha ispirato la liberalizzazione: diminuire per l’utente finale il prezzo dell’energia e del gas, migliorare il servizio offerto e semplificare una regolazione spesso decisamente complicata. In quest’ottica vanno letti i vari tentativi di “vie di mezzo” che sono stati implementati per facilitare il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero, come la Tutela simile o le offerte PLACET (a Prezzo Libero e a Condizioni Equiparate di Tutela).

Anche l’addio agli scaglioni per stabilire i costi della distribuzione e gli oneri di sistema sono stati aboliti dall’inizio del 2019, visto che tale tariffazione progressive non è più ritenuta coerente con la tecnologia attuale.

Come scegliere il fornitore di luce e gas del mercato libero

Che sia tra un anno o adesso, la scelta di un fornitore del mercato libero per il gas o per l’energia non può essere evitata.

Strumenti come il comparatore di SosTariffe.it aiutano a orientarsi tra le proposte più convenienti dei vari operatori, ma è bene sapere quali sono le variabili da tenere presenti per una scelta oculata:

  • Costo del kWh e costo del Smc. È il costo della cosiddetta “materia prima”, responsabile per buona parte della bolletta rispettivamente dell’energia e del gas. Attenzione, però: non tutta. Ci sono infatti vari costi aggiuntivi, come quelli per il trasporto, la gestione del contatore, gli oneri di sistema che vengono stabiliti direttamente dall’Autorità e non cambiano da un fornitore all’altro. Di norma le offerte del mercato libero indicano la percentuale della bolletta rappresentata (in media) dalla componente energia, ma il resto non va mai sottovalutato.
  • Offerta monoraria, bioraria o trioraria. Con le tariffe monorarie, il costo dell’energia elettrica è lo stesso per i consumi in qualsiasi momento della giornata. Con le tariffe biorarie o triorarie, invece, si ha un prezzo minore per i momenti della giornata in cui una famiglia dove uno o due membri lavorano fuori casa ha più bisogno di energia, cioè alla sera e nel weekend (dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 8 e tutto il giorno durante i festivi). Scegliere l’opzione giusta, quindi, dipende fortemente dalle proprie abitudini.
  • Servizio clienti. Capita spesso di doversi rivolgere al personale del fornitore per una bolletta che non torna, una lettura sbagliata, una semplice richiesta di informazioni. Oggi, una discriminante per la scelta della società di vendita arriva proprio da qui: c’è chi rimane ancorato ai “vecchi” metodi – con un call center telefonico – e chi invece punta maggiormente su canali innovativi, come le app o il supporto via social.
  • Metodo di pagamento. Le offerte più convenienti, di solito, sono quelle che si basano sulla domiciliazione bancaria, cioè legate al proprio conto corrente e pagate in automatico. Sono ancora molte quelle che consentono di saldare il conto utilizzando il classico bollettino, in ricevitoria o con altre soluzioni, ma è sempre meglio controllare per non ritrovarsi con un addebito periodico sul conto senza gradirlo.
  • Frequenza della bolletta. Bimestrale, mensile, trimestrale: la frequenza della bolletta è ancora ampiamente discrezionale da parte del fornitore, ma conosciuta per gestire il budget familiare, soprattutto per le scadenze più lunghe.

Come passare al mercato libero

Passare al mercato libero dal mercato tutelato, sia per il gas che per la luce, non significa più andare incontro a un’interruzione della fornitura, né è necessario intervenire sul contatore.

La procedura implica tempi di attivazioni ancora lunghi – nell'ordine delle settimane – per via dei tempi tecnici e soprattutto delle normative vigenti: è il nuovo fornitore a occuparsi di inviare il recesso a quello vecchio, con 30 giorni di anticipo; inoltre, il nuovo contratto ha effetto sempre a partire dal primo del mese.

Per stipulare un nuovo contratto è necessario avere sottomano una bolletta recente (meglio se l’ultima), le coordinate del proprio conto corrente nel caso in cui si opti per la domiciliazione bancaria e un documento d’identità/codice fiscale.

Dopo aver scelto la tariffa più gradita basta entrare in contatto con il servizio clienti dell’azienda, che prenderà in carico la pratica e si occuperà di portarla avanti.

La maggior parte delle attuali offerte non prevede una cauzione da pagare per l’attivazione del conto, ma anche in questo caso vale il solito consiglio: meglio controllare, dando un’occhiata in più alle condizioni contrattuali.

Se invece si intende chiudere la fornitura senza aprirne un’altra, ad esempio perché si vende la casa, è necessario fare riferimento alle procedure per il recesso e ai relativi moduli che si trovano sui siti di tutti i fornitori del mercato libero, informandosi presso il servizio clienti in caso di dubbi sulla procedura: si tratta di un aspetto da non sottovalutare, considerando che molti problemi nascono proprio da una gestione errata di subentri e volture di ogni genere.

I consigli per risparmiare energia e gas

Scegliere l’offerta migliore per quanto riguarda l’energia elettrica e il gas sul mercato libero è, nella maggior parte dei casi, un’ottima opportunità per tagliare la bolletta e risparmiare sulle forniture più onerose, in particolare quella del gas.

Se però il conto da pagare è ancora troppo salato, o se comunque si vuole operare in modo corretto per proteggere il mondo che ci circonda e non sprecare inutilmente fonti energetiche, bisogna cominciare ad agire limitando i propri consumi.

A volte bastano semplici accorgimenti per risparmiare anche centinaia di euro ogni anno, basta avere la costanza di applicarli e farli diventare parte della propria routine.

Gli interventi più onerosi, invece, sono quelli che riguardano l’isolamento della casa, tramite cappotti termici o doppi e tripli vetri.

Si tratta indubbiamente di un investimento che impiega un certo numero di anni per ripagarsi, ma molto efficace: limitare le dispersioni di calore permette in un colpo solo di avere meno bisogno del riscaldamento durante l’inverno e della climatizzazione nei mesi più caldi.

  • Luce: Le luci di casa sono tra i dispositivi che consumano energia elettrica più usati, per questo è una buona idea dotarsi – anche un po’ per volta – di luci a LED, caratterizzate sì da un costo superiore rispetto alle lampadine tradizionali, ma anche da una durata molto più lunga e consumi bassissimi, anche l’80% in meno. In più le luci a LED sono l’ideale per diverse soluzioni nell’ambito della domotica, e diversi modelli consentono di regolare sia l’intensità che la tinta della luce per effetti particolari.
  • Elettrodomestici: “pesano” non poco sulla bolletta della luce, ma lo fanno molto meno se sono di categoria A+ o superiore. Non cambiare il frigorifero con un nuovo modello e tenersene uno con un po’ di anni sulle spalle è, il più delle volte, un falso risparmio: i vecchi dispositivi sono molto più energivori e dopo anni di attività ininterrotta sono propensi a dispersioni di energia che si pagano salate. A proposito del frigorifero, è inutile superare una temperatura di 5-7 °C: se servono temperature più basse c’è il freezer. Il frigo va posizionato in luoghi abbastanza aerati e soprattutto lontano da fonti di calore, come nel caso del forno; se si tratta di un modello privo di sbrinamento automatico è bene eseguire l’operazione con regolarità, perché lo strato di ghiaccio funge da isolante e aumenta il consumo di energia. Lavatrici e lavastoviglie devono partire soltanto quanto a pieno carico, magari con un prelavaggio delle stoviglie e utilizzando i programmi più economici. Una spesa “invisibile” è data poi dalle luci di standby, ovvero quelle che segnalano che l’apparecchio è spento ma comunque non staccato dalla corrente. Una multipresa con interruttore (magari anche domotico, per regolare tutto dallo smartphone o dal tablet) è la soluzione migliore per dire basta anche a questa spesa che, per quanto piccola, nel corso dell’anno acquista proporzioni importanti.
  • Riscaldamento: non si dovrebbero mai superare i 18 °C, sia per motivi di spesa che per motivi di salute, soprattutto durante la notte: meglio un maglione o una coperta in più, soprattutto per evitare uno shock termico eccessivo quando si passa dall'esterno all'interno della casa.
  • Meglio la doccia del bagno in vasca, e per la cottura dei cibi una buona abitudine è usare spesso i coperchi e sfruttare il calore residuo di pentole e padelle, spegnendo il fuoco, per terminare la cottura. Se si ha uno scaldabagno elettrico, questo non va regolato a più di 50 °C gradi, visto che riscaldare l’acqua e poi doverla miscelare con quella fredda è uno spreco di energia.
  • Energie alternative. Detto questo, il modo migliore per spendere pochissimo, e magari quasi nulla, in materia di luce e di riscaldamento è… prodursi da soli l’energia. Gli impianti a pannelli solari e il solare termico consentono infatti di arrivare ad elevate percentuali di autoconsumo, che raggiungono anche il 90% se si scelgono batterie sufficientemente capienti.

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