Allaccio luce e gas: costi, procedure e tempistiche


Quando ci si trasferisce in una nuova casa, una delle prime e più pressanti preoccupazioni è quella relativa alle forniture: in particolare, quelle della luce, dell’acqua e del gas, indispensabili per la vita quotidiana, dal funzionamento degli elettrodomestici fino alla disponibilità di acqua per bere e per lavarsi.

Capita però con una certa frequenza di calcolare in maniera scorretta le tempistiche per l’allaccio, o che si verifichino problemi e ostacoli di varia origine.

La situazione che si viene a creare può essere quindi molto difficile per l’utente, soprattutto se ha già abbandonato il suo precedente domicilio e deve trovare a tutti i costi una soluzione provvisoria prima di abitare la nuova casa, ricorrendo nel peggiore dei casi ai parenti o a un albergo.

Ancora più complessa è la situazione quando di mezzo ci sono volture, contatori non a norma, pregressi articolati dal punto di vista amministrativo e così via. Ecco perché, quando si valuta che contratti stipulare per le offerte luce e gas, è bene tenere presente anche i costi, le procedure e le tempistiche per un allaccio corretto.

Che cos’è l’allaccio

Si definisce allaccio di luce e gas quella procedura che prevede l’installazione e l’attivazione del contatore necessario a rilevare i consumi dell’utente all’interno di un immobile.

Le tempistiche e i costi sono molto vari ed è praticamente impossibile fare una stima valida per tutti, considerando che gli allacci possono andare da 10 a 60 giorni (e purtroppo anche di più, nei casi più complessi) e i costi dipendono ovviamente dal tipo di intervento richiesto, più o meno complicato.

Fortunatamente l’Autorità regola in maniera piuttosto precisa queste operazioni per evitare che ci siano abusi da parte degli operatori che finiscano col ricadere sugli utenti, spesso incolpevoli.

Da ricordare che “allaccio” non è la stessa cosa di “voltura” o “subentro”: la voltura è infatti il procedimento con il quale si intesta a proprio nome una fornitura di luce o di gas già attiva, mentre il subentro consiste nella riattivazione di una fornitura luce e gas chiusa in precedenza.

In questa guida parleremo soprattutto dell’allaccio ex novo, quando ad esempio una casa è stata appena costruita e non ha avuto inquilini precedenti, e si rende quindi necessaria l’installazione “da zero” del contatore.

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Come effettuare la richiesta di allaccio

La richiesta dell’allaccio per la fornitura di luce e gas può essere inoltrata sia al distributore (di norma quando si vuole soltanto installare il contatore, senza attivare contestualmente la fornitura) oppure al fornitore locale.

In questo caso sarà proprio il fornitore a contattare la società di distribuzione per prendere in carico tutte le operazioni relative all’installazione del nuovo contatore, comunicando all’utente l’appuntamento con il tecnico del distributore e attivando insieme l’offerta per la fornitura di luce e gas che è stata scelta tra le tante disponibili nel mercato libero.

Nella richiesta di allacciamento vanno inclusi i dati relativi all’immobile e alle proprie esigenze: per la luce, in primo luogo l’indirizzo della fornitura, cioè dove si trova l’immobile da allacciare, poi i dati identificativi del cliente, il numero della concessione edilizia e infine la potenza disponibile richiesta, ovvero di quanti Kilowatt si ha bisogno; per il gas, l’indirizzo della fornitura, i dati identificativi del cliente, i dati catastali dell’immobile e infine l’uso per cui si richiede il gas (cioè riscaldamento, cottura, acqua calda sanitaria e così via).

L’allaccio per la fornitura di energia elettrica

Allacciare un nuovo immobile alla rete di distribuzione dell’energia elettrica richiede, come detto, l’installazione di un nuovo contatore che consentirà di contabilizzare il consumo energetico dell’utenza.

Più nel dettaglio, per richiedere l’allaccio per la luce è necessario avere alcuni documenti sottomano, ovvero carta d’identità e codice fiscale.

La società di fornitura incaricata dell’allaccio procurerà al titolare un modulo da compilare, dove oltre alla potenza nominale richiesta (per le utenze domestiche, di norma è pari a 3 kW) bisognerà indicare anche se bassa o alta tensione (per le abitazioni residenziali è bassa) e la destinazione di utilizzo dell’utenza: sono infatti diverse le regole per l’allaccio della luce relative alla prima o alla seconda casa.

Il modulo va completato poi con i propri dati anagrafici, i dati di localizzazione dell’utenza e i propri contatti (numero di telefono e indirizzo di posta elettronica, se posseduto).

I costi per l’allaccio luce

Quanto costa l’allaccio per la luce? Dipende dal tipo di utenza, dalle caratteristiche dell’abitazione (e quindi dalla possibilità di installare un nuovo contatore senza lavori di sorta) e alla distanza dell’immobile dalla rete locale: è facile comprendere come l’allaccio di una casa isolata costi di più rispetto a un nuovo immobile realizzato in centro città.

Il costo totale per le installazioni standard è composto da quota potenza, quota distanza e quota fissa.

In linea di massima l’allaccio ex-novo ha un costo stimato in alcune centinaia di euro (intorno ai 500 euro). Determinati costi sono fissi e non possono essere eliminati perché rispondono a esigenze amministrative: è il caso degli oneri amministrativi (27,59 euro) e del contributo per la potenza dell’impianto (69,22 euro per ogni kW), che costituiscono rispettivamente la c.d. quota fissa e la quota potenza.

Per quanto riguarda invece la quota distanza, se si è sotto i 200 metri si applica un costo base di 184,48 euro, e fino ai 700 metri ogni centinaio di metri in più dopo i 200 costa ulteriori 92,47 euro; questo prezzo raddoppia, passando a 184,48 euro, ogni cento metri supplementari da 700 fino a 1.200. Oltre i 1.200 metri il prezzo diventa ancora più alto: 368,95 euro ogni 100 metri.

Al costo totale derivato dalla somma di queste tre quote bisogna aggiungere, infine, anche l’IVA al 10%.

I tempi per l’allaccio luce

Riguardo alle tempistiche di allaccio per la fornitura di energia, quando ci si rivolge direttamente alla società presso la quale stipuleremo il nuovo contratto (di gran lunga la fattispecie più diffusa), questa si occuperà di trasmettere la richiesta direttamente al distributore entro 2 giorni lavorativi.

A norma di legge, entro 20 giorni lavorativi il distributore dovrà far pervenire al cliente il preventivo, completo di alcuni elementi sempre stabiliti dalla normativa vigente per la massima trasparenza possibile.

In particolare, il preventivo deve contenere i dati di rintracciabilità della richiesta, i tempi stimati, i costi totali, la durata del preventivo e le procedure necessarie affinché si possa procedere con i lavori.

Quando il cliente accetta il preventivo, il distributore è tenuto a realizzare l’allacciamento entro 15 giorni lavorativi dalla data di ricevimento dell’accettazione in caso di lavori semplici, ad esempio se ci si limita a installare il nuovo contatore ed è necessario effettuare soltanto qualche minima operazione, come ad esempio il prolungamento di un cavo; se invece sono necessari interventi più complessi, ad esempio perché l’immobile da allacciare si trova a una notevole distanza dalla rete o perché si rende necessario far passare cavi e canaline dentro i muri o sottoterra,

I tempi possono arrivare anche a 60 giorni lavorativi. Il preventivo deve durare almeno 3 mesi, e se si fanno passare senza che l’utente abbia dato il suo assenso allora sarà necessario ripresentare una nuova richiesta.

L’unico caso in cui la società si può rifiutare di eseguire l’allacciamento è se questo mette a rischio la continuità della fornitura di energia; in questo caso, però, l’azienda è tenuta a motivare il suo rifiuto in modo esteso.

Gli allacciamenti temporanei

Non tutti gli allacciamenti sono a tempo indeterminato: pensiamo ad esempio al caso in cui si vada ad abitare in una nuova abitazione ma l’idea è trasferirsi nuovamente in un tempo relativamente breve.

Per questa e altre successioni il legislatore ha previsto il cosiddetto allacciamento temporaneo, che ha una durata inferiore a un anno ed è eventualmente rinnovabile per un altro anno.

In questo caso, i costi per l’allaccio cambiano: se lo stesso viene eseguito per un utilizzo prolungato nel tempo per soggetti diversi che volta per volta presentano diverse richieste di connessione, come ad esempio per gli spettacoli itineranti, viene applicato il contributo forfettario previsto per un allacciamento permanente standard per la prima realizzazione dell'impianto, mentre per le richieste successive si richiede un pagamento di 26,83 euro per il contributo in quota fissa e di 27,03 euro per il corrispettivo.

Quando non è necessaria la realizzazione di una cabina di trasformazione MT/BT e, allo stesso tempo, la distanza dall’impianto esistente non è superiore a 30 metri, si applica un contributo a forfait.

La richiesta di allaccio del gas

Per quanto riguarda i costi, i tempi e le procedure di allaccio del gas, in massima parte si segue la stessa modalità già descritta per l’energia elettrica. Al gestore della rete o al fornitore vanno inviati alcuni documenti, cioè l’apposito modulo o domanda di allaccio completo dei propri dati anagrafici, con numero di codice fiscale e documento di identità, senza dimenticare l’indirizzo della fornitura e i recapiti del nuovo utente, cioè telefono e indirizzo di posta elettronica.

Relativamente alla fornitura vanno inclusi i dati legati alla potenza del contatore, alla destinazione d’uso della fornitura e al tipo d’impiego. Infine, bisogno consegnare anche una dichiarazione sostitutiva che comprenda i dati catastali dell’immobile.

I costi dell’allaccio gas

Se per quanto riguarda l’allaccio luce i costi da pagare sono definiti, come si è visto, da un tariffario abbastanza rigido, che prende in considerazione variabili oggettive come la distanza, la potenza e il tipo di interventi richiesti, per quanto riguarda l’allaccio gas la situazione è più sfumata: non c’è infatti un modo semplice per determinare il costo, che varia invece a seconda della zona geografica in cui si trova l’immobile.

Naturalmente continua a valere il principio di distanza, con costi superiori a seconda della crescente distanza dell’immobile dalla rete di dispacciamento.

Per questo, c’è molta variabilità per quanto riguarda i costi totali: si va infatti da spese inferiori rispetto all’allaccio luce, da 200 euro in poi, fino a 1.600 euroe anche oltre per le situazioni più complesse.

I tempi dell’allaccio del gas

Una volta fatta la richiesta, la società di distribuzione è tenuta a inviare al cliente – entro la scadenza di 15 giorni lavorativi per quanto riguarda i lavori semplici, altrimenti, per le situazioni più complesse, 30 giorni lavorativi – il preventivo.

Anche in questo caso la legge stabilisce che lo stesso preventivo includa alcune informazioni necessarie per la trasparenza, ovvero i codici di rintracciabilità della richiesta,

Il tipo di utenza in oggetto, il tipo di contatore da installare, i tempi e i costi previsti per l’operazione, le procedure necessarie per dare il via ai lavori e, infine, la durata della validità del preventivo.

Quando il cliente accetta il preventivo, il distributore secondo la legge deve realizzare l’allacciamento entro 10 giorni lavorativi del ricevimento dell’accettazione in caso di lavori semplici, con contatore fino alla classe G25, mentre per i lavori complessi la scadenza si alza a 60 giorni lavorativi.

Come per la luce, anche per l’allaccio gas non ci sono casi in cui la società di distribuzione può rifiutarsi di portare a termine l’operazione, a meno che questa riguardi una zona dove non esiste del tutto una rete di distribuzione del gas o quando i lavori per l’allacciamento non sono realizzabili, da un punto di vista tecnico ed economico (in questi casi l’unica possibilità spesso è scegliere di installare il cosiddetto “bombolone” o serbatoio di GPL in esterno).

Le forniture dual fuel

Naturalmente, per quanto riguarda le operazioni suddette non è necessario che queste vadano fatte una di seguito all’altra, anzi nella stragrande maggioranza dei casi l’allaccio viene effettuato sia per il gas che per la luce.

Il consiglio è quello di muoversi comunque con anticipo, per evitare che ritardi o complessità non previste nei lavori portino a un allaccio ancora non effettuato quando l’utente si trova a doversi trasferire.

Chiedere un contratto luce e gas, ovvero, come si dice, “dual fuel”, permette di risparmiare tempo e ottimizzare le modalità della richiesta, con una semplificazione dell’iter burocratico e amministrativo (comprese le fatturazioni successive).

La disattivazione della fornitura

Così come si può chiedere l’allaccio per una casa, allo stesso tempo si può chiedere la disattivazione per la chiusura del relativo contatore, in modo da fermare la fornitura di energia elettrica e di gas e, naturalmente, i relativi pagamenti.

Anche in questo caso la richiesta va effettuata direttamente al fornitore, che si impegnerà a inoltrare la richiesta al distributore entro 2 giorni lavorativi.

Dal canto suo, il distributore dovrà provvedere alla chiusura del contatore entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta. Presso le pagine Internet dei maggiori fornitori italiani di luce e di gas è possibile trovare la documentazione relativa alla disdetta, che può essere inviata anche mediante raccomandata online, così da poter gestire ogni aspetto direttamente da casa propria.

Se si intende richiedere soltanto la cessazione della fornitura, e non il passaggio a un altro fornitore di servizio, andrà inviata una comunicazione di recesso (se invece si passa a un contratto con un altro fornitore di luce e di gas, sarà questo a occuparsi di tutta la trafila amministrativa e burocratica per la cessazione del precedente servizio).

La domanda di cessazione può essere fatta via fax, via telefono o via mail, e bisogna accertarsi di ricevere la conferma di ricezione. Per quanto riguarda il preavviso per il recesso, questo non può essere superiore al mese.

I problemi sorgono quando ci sono ritardi nella disattivazione. In questi casi, fortunatamente, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico, che nel caso dell’energia elettrica è di 35 euro per disattivazioni che vengono realizzate entro il doppio del tempo previsto, di 70 euro entro il triplo e di 105 euro oltre il triplo del tempo previsto; per il gas, invece, l’indennizzo automatico è sempre di 35 euro per i clienti con contatori fino alla classe G6.

Per quanto riguarda i costi di disattivazione di una fornitura di luce o di gas, anche qui c’è molta variabilità; il contributo dipende infatti dalle condizioni contrattuali stipulate con il fornitore del servizio, mentre se si chiude un’utenza in servizio di Maggior Tutela il costo è di 23 euro, per l’energia elettrica. Per il gas invece ci si basa su un prezzario stabilito dalla concessione che regola il servizio di distribuzione e/o reso pubblico dal distributore.

La sospensione della fornitura di gas

La sospensione della fornitura di gas (senza morosità e senza preavviso) può avvenire anche in altri casi, come il furto di gas, la manomissione e la rottura dei sigilli del contatore, l’uso degli impianti non conforme a quanto stabilito nel contratto di vendita e, infine, a garanzia per la pubblica incolumità per fughe o dispersioni di gas: in tutte queste situazioni, quindi, il fornitore può lasciare anche immediatamente senza gas l’utente.

Se la fornitura di gas è stata sospesa per pericolo (la classica fuga di gas), l’utente deve presentare una richiesta di riattivazione al distributore, insieme con l’attestazione dell’esecuzione della messa a norma dell’impianto incriminato. La fornitura deve quindi essere riattivata entro 2 giorni feriali dalla data di ricevimento dell’attestazione dell’avvenuta messa a norma.

Nel caso in cui si tardasse a riattivare la fornitura, e la responsabilità fosse imputabile al distributore, il cliente ha diritto ha un indirizzo automatico di 30 euro, se dotato di un contatore fino alla classe G6.

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